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... meritiamo un attimo di attenzione !!!

 Siamo soci della cooperativa “Tommaso Esposito” di Acerra e abitiamo in un palazzo costruito 20 anni fà con un finanziamento ex-Casmez di circa due miliardi e mezzo di vecchie lire.
I soci hanno anticipato una quota di L. 20.000.000 pro-capite per l'assegnazione ed hanno pagato una quota mensile di L. 200.000 alla cooperativa
che ha esposto il fabbricato prima ad un mutuo bancario di 500 milioni di lire per la restituzione della quota non a fondo perduto da parte dei soci assegnatari
e poi ad un altro mutuo di oltre un miliardo, non informando i soci soggetti al finanziamento.
Oggi dopo 20 anni per cattiva gestione c’è un Commissario che sta per mettere la cooperativa in fallimento e in mezzo alla strada gli abitanti del fabbricato.
Noi chiediamo a questo punto come è stato tutelato un finanziamento così rilevante dell’ex Casmez e il suo fine pubblico, mentre tutto va a finire nelle mani delle banche.
La Regione che è subentrata alla Casmez per la gestione di tali finanziamenti non può intervenire?
Gli onesti soci assegnatari, che hanno anticipato una cospicua somma (per le loro modeste possibilità), hanno pagato una quota mensile ed a più riprese hanno effettuato spese per sistemare il fabbricato, è giusto che oggi devono abbandonare queste case?
( Il palazzo è stato costruito su una falda di acqua, ancora oggi l'acqua risale lungo i muri e riempie la botola dell'ascensore. Noi abbiamo subito protestato senza ottenere nessun risultato.
Ma i saggi fatti sul terreno dall'impresa di Pietro, sono stati controllati ed avallati dal geologo del  comune ? )
... abbiamo superato il limite della ... decenza !
La nostra capacità di sopportazione è confusa con la ... MISERIA interiore !
Da oggi ... IO ACCUSO, ed  Invito tutti a non subire più ... in silenzio !!!
Abbiamo promosso una riunione presso la Chiesa di S.Giuseppe (per far partecipare tutti, dalla vecchina al giovanissimo) con il Sindaco Marletta, ma aspettiamo ancora un segno chiaro che qui la giustizia non è morta.
Ci piacerebbe che non si arrivasse a situazioni estreme ed a dover scendere in strada per tutelare i propri diritti.

Pubblicato il 20/11/2008 alle 15.40 nella rubrica Diario.

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